Storia dell’Oasi

 

COLLINA DEL REDENTORE

COLLINA DEL REDENTORE

COSI' ABBIAMO INIZIATO

         La Chiesa del dopo Concilio vive un momento di forte ripresa in tutti i campi della sua azione pastorale, e all’impegno della Chiesa fa eco una profonda esigenza di spiritualità da parte dell’uomo. Si registra pertanto la ricerca del silenzio, la valorizzazione dei luoghi dello spirito e il forte desiderio di vivere esperienze di deserto anche se limitate a brevi periodi.

         L’idea dell’OASI nasce come risposta a questa ricerca di spazi e tempi per lo spirito. Trovare il luogo ideale non è stato certamente facile. Abbiamo percorso tutte le strade principali e secondarie che dal mare Ionio conducono fino alle pendici dell’Etna. Per un motivo o per un’altro questo o quel luogo non era adatto oppure costava troppo.

         Una domenica del mese di settembre del 1986, sul quotidiano “La Sicilia” abbiamo letto un annuncio della vendita di un tratto di terreno, con rustico, in contrada Fleri (in diocesi di Catania) e ad un prezzo d’occasione. Dopo aver sentito al telefono l’agenzia interessata e dopo aver avuto ulteriori delucidazioni, ci siamo recati sul posto indicatoci.

         Il primo impatto non è stato felice a motivo dell’abbandono in cui era stato lasciato il terreno ed il vecchio palmento ormai cadente. Ci siamo trovati davanti ad una intricata foresta di rovi e ginestre cresciuti disordinatamente che non permettevano l’accesso. La pioggia, che ci accompagnerà in tutti i momenti più significativi della storia dell’Oasi, ed il cielo ormai all’imbrunire contribuirono a scoraggiarci già prima di prendere la decisione di fare l’acquisto.

         Eppure non era il caso di dormirci sopra. Il prezzo era accessibile e nell’insieme il posto sembrava silenzioso ed accogliente, adatto per trovare il silenzio e la pace, adatto per realizzare il sogno di un deserto nella città. Nei giorni seguenti, anche più volte al giorno ci rechiamo a visitare il luogo ed a poco a poco, quasi senza volerlo, nel nostro cuore si fa breccia un senso di simpatia per quello che all’inizio era sembrato un posto irrecuperabile e già intravediamo il progetto di trasformare in oasi la steppa. (Continua)

         Undici anni più tardi dall’acquisto del terreno destinato alla realizzazione dell’Oasi, precisamente nel 1997, gli anziani della vicina Pisano, frazione di Zafferana, ci hanno raccontato che proprio quel posto durante la prima e la seconda guerra mondiale era servito come rifugio dalle incursioni aeree e che proprio lì, grazie alla tortuosità delle rocce laviche, negli anfratti della colata del 1643, molte vite si erano salvate.

       Tutto questo è significativo se si considera la destinazione odierna del luogo. L’Oasi vuole essere anche oggi un rifugio spirituale, per pregare, ascoltare e progettare. Vuole essere un rifugio nell’intimità divina di Cristo e nel cuore della Vergine Santissima per trovare ristoro, rinfrancarsi e  riprendere il cammino spirituale.

         L’Oasi, adagiata sulle pendici dell’Etna, a circa 500 metri sul livello del mare, si affaccia sul panorama della costa ionica sconfinante con l’azzurro del mare e del cielo e rimane incorniciata dall’intenso verde delle secolari querce, ormai scarso residuo di quello che fu il bosco di Aci che partiva da Porta Cusmana e arrivava fino a Fleri. Alle porte di Zafferana, salotto dell’Etna, nella zona della “Petralonga”, sorge l’Oasi su un tratto di terreno un tempo attraversato dal torrente Giacalone, a poca distanza dal mare e dall’Etna e vicina alle grandi città della Sicilia orientale.

         Dopo esserci consigliati con un avvocato e con l’architetto Campo Salvatore di Ragusa, viene firmato il compromesso presso un’agenzia immobiliare di via Etnea a Catania il 3 novembre 1986. In tutti i momenti più significativi della storia dell’Oasi sono presenti i ragazzi e i giovani affinché l’opera diventi sempre più espressione e desiderio di una realtà e non di una sola persona.

         ll primo confidente del progetto custodito gelosamente nel nostro cuore è stato sicuramente l’Arcivescovo di Catania Mons. Domenico Picchinenna, padre e pastore amabile, che ha lasciato nel cuore e nella vita di tutti un chiaro esempio di umiltà e disponibilità ai progetti della Provvidenza. Appartenendo il territorio alla Diocesi di Catania ci è sembrato giusto chiedere una prima autorizzazione all’Arcivescovo che si è detto subito felice di veder sorgere una “vera oasi” (così come da Lui è stata definita) nella zona scelta e la sua gioia fu veramente grande. (Continua)

         Nel pomeriggio del 3 novembre 1986 firmiamo il compromesso per l’acquisto del primo tratto di terreno e del vecchio palmento ormai cadente. La pioggia insistente non ci scoraggia ed insieme a due ragazzi dell’Oratorio ci presentiamo all’agenzia “Centrimmobiliare” di Catania. Sono presenti i signori Scardaci, Abbadessa e Virgilio proprietari dell’immobile.

         La firma del compromesso costituisce il primo passo ufficiale del progetto “Oasi” e pertanto crediamo opportuno raccomandarci alla Vergine Santissima e a San Carlo Borromeo. I proprietari del vigneto, ormai abbandonato da tanti anni, si dicono contenti di venderlo per la realizzazione di un’oasi di pace destinata al silenzio e alla preghiera.

         Con il compromesso ci viene accordato il pieno possesso della proprietà. I giorni che seguono, ci vedono impegnati nei primi pesanti lavori per creare un varco nella intricata foresta di rovi e ginestre, di viti e sterpaglie cresciute disordinatamente. Sempre accompagnati da una lenta e fredda pioggia, dopo alcuni giorni di intenso lavoro, riusciamo a portare alla luce la configurazione geografica del luogo.

         Il vecchio palmento e la stalla sono circondati da brevi tratti di vigneto, ora pianeggiante ed ora su terreno scosceso, i muri diroccati ed il sentiero principale invaso da una selva di ortiche e di spine. Ripuliamo il palmento e la stalla per avere subito un posto dove fermarci per organizzare qualche sosta salutare.

         I mesi trascorrono e mentre aspettiamo di concretizzare il progetto definitivo per la ristrutturazione del vecchio rustico, invitiamo sul posto i primi esperti per chiedere consigli sulla opportunità o meno di realizzare un’oasi con la casa e tutti gli altri servizi. I pareri non sono incoraggianti, ma noi…andiamo avanti lo stesso.

          Il 12 febbraio del 1987, presso il notaio Tropea di Acireale viene firmato l’atto per l’acquisto del primo tratto di terreno con il palmento.

         Il 10 marzo dello stesso anno firmiamo il compromesso per impegnare il secondo tratto di terreno (oggi posteggio per le auto) di proprietà del signor Cosentino Antonino. Al momento del compromesso il luogo si presenta come una discarica pubblica dove gli abitanti di Zafferana facevano confluire tutto il materiale di risulta, durante la ricostruzione della città in seguito al terremoto del 1983. Per noi quella discarica era preziosa e il nostro desiderio era quello di poterla acquistare per creare nuovi spazi.

         L’oasi, pur non fornendo strutture e servizi come quelli che offrirà in appresso, diventa subito per noi il luogo preferito per le passeggiate, i ritiri e i momenti di fraternità per i nostri gruppi dell’Oratorio di Acireale. Ci si accontenta di quello che si trova e si gioisce per quella libertà di divertirsi senza fare male a nessuno. Avevamo ritrovato, con pochissimo o niente, il Gianicolo o la Villa Giulia di Roma dove San Filippo Neri si recava insieme ai suoi piccoli e grandi per temprare il corpo e lo spirito.

         Nel mese di luglio 1987 (dal 20 al 31) organizziamo all’Oasi il primo campo scuola per i ragazzi e i giovani che frequentano l’Oratorio di San Filippo Neri di Acireale. Dopo tanto pellegrinare, finalmente possiamo usufruire di un posto stabile e nostro soprattutto, con la libertà di muoversi senza fare danno a nessuno.

         Il primo campo scuola lo avevamo organizzato nella canonica di Stazzo, gentilmente messa a disposizione del parroco del tempo Padre Salvatore La Spina. Fu  un’impresa vera e propria sistemare in poche stanze trenta ragazzi e relativi responsabili. Il secondo anno, dopo lunghe pratiche, abbiamo ottenuto il plesso delle scuole elementari di Pozzillo e anche quì non è stato facile trasformare una scuola in mini-istituto con cucina, dormitori e quanto serve per una convivenza di cinquanta ragazzi. Il terzo anno siamo ritornati a Stazzo, nelle scuole elementari con le solite difficoltà da superare.

         Chiusa questa esperienza, per svariati motivi, dopo aver acquistato con l’aiuto della Banca Popolare Santa Venera di Acireale tre magnifiche tende da campeggio, approdiamo ai lidi di Fiumefreddo e sulla sponda destra dell’omonimo fiume riusciamo a piantare l’accampamento (dopo lunghissime pratiche) per ben quattro anni consecutivi. Solo chi ha vissuto in prima persona l’esperienza dei campi scuola a Fiumefreddo può testimoniare di quanto profonda è rimasta la traccia nel cuore di tutti.

         Ed eccoci finalmente nella nostra Oasi, con le tende, con la cucina e la sala da pranzo nel vecchio palmento e con i servizi costruiti solo a metà e coperti da un ombrellone per difenderci dal sole estivo. Ed era tutto così bello! Ricordiamo le prime impressioni di coloro che venivano a visitarci: “Questo luogo è una vera oasi…un angolo di paradiso! Non c’era ancora niente di quello che è stato realizzato in seguito, eppure tutti quelli che si trovavano a venire esprimevano il loro compiacimento per l’opera iniziata e per metterci al sicuro da possibili critiche rispondevamo: “E’ tutta opera di Maria”. Così noi non avevamo nessun merito, ma neanche nessuna colpa…

         Il 27 luglio dello stesso anno, mentre si svolgeva il campo scuola, viene organizzata la prima solenne celebrazione eucaristica che desideriamo subito dedicare alla Vergine Santissima (ancora non conoscevamo il titolo “Madre del Divino Amore”) e durante l’omelia viene resa pubblica l’idea della fondazione di un’oasi da dedicare al Divino Amore. La gioia dei numerosi presenti viene espressa con un caloroso applauso e concludiamo deponendo nelle mani di Maria Santissima il proposito di creare un luogo di silenzio e di preghiera. (ancora non conoscevamo il titolo “Madre del Divino Amore”) e durante l’omelia viene resa pubblica l’idea della fondazione di un’oasi da dedicare al Divino Amore. La gioia dei numerosi presenti viene espressa con un caloroso applauso e concludiamo deponendo nelle mani di Maria Santissima il proposito di creare un luogo di silenzio e di preghiera.

         Ancora lo spazio esterno non aveva una sistemazione definitiva. Per rendere più decoroso l’ambiente l’avvocato Nino Rapisarda di Belpasso fa arrivare un camion con pietrisco dell’Etna. Viene realizzata una ringhiera in legno per circondare lo spiazzo e sopra una grande pedana viene realizzato l’altare provvisorio per la celebrazione dell’Eucaristia. Quando si comincia un’opera tutto è bello, tutto viene realizzato con entusiasmo, ma la sorpresa più gradita è quella dello stesso carissimo avvocato che arriva per la celebrazione e porta l’immagine della Madonna di Lourdes (oggi nella sua sede definitiva). E’ il dono più gradito di quel giorno e resterà per sempre il dono più prezioso.

 

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